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Giorgio Piccaia, il numero come soglia del sacro: raffronto con gli studi tradizionali

Giorgio Piccaia, Fibonacci déjeuner sur l'erbe, 2026 acrilico su tela, cm 89x144 Testo di Claudia Cazzaniga L’opera di Giorgio Piccaia, soprattutto nel ciclo dedicato alla sequenza di Fibonacci, può essere letta come una ricerca in cui il numero cessa di essere semplice dato quantitativo e torna a mostrarsi come forma, ritmo, ordine interiore. In questa prospettiva, le sue tele non sembrano limitarsi a rappresentare una struttura matematica, ma la trasformano in un campo vibrante dove natura, simbolo e contemplazione entrano in rapporto. Il dato biografico secondo cui nel 2018 Piccaia, insieme al monaco Gregory Sinaite del monastero di Santa Caterina al Sinai, “riscopre” Leonardo Fibonacci offre una chiave importante per comprendere la tonalità spirituale di questa ricerca. Al di là del riferimento esterno o aneddotico, questo incontro può essere inteso come l’innesco di uno sguardo. Da quel momento il numero, nelle opere di Piccaia, appare meno come formula e più come rivelazione...

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