Fibonacci secondo Piccaia (articolo e video in Bebeez)

 


Fibonacci secondo Piccaia e il fascino umanistico dei numeri

Archivio di Stato, Giorgio Piccaia con la sua opera olio su tela del 2022 dal titolo Semplicemente senza nessuna spiegazione-numerose formiche

Dal 23 novembre scorso Pisa celebraLeonardo Pisano, detto il Fibonacci, con un programma iniziato nel giorno convenzionale della sua nascita, il 23 novembre. Nella datazione americana, infatti il giorno viene indicato come 11/23, cioè i primi numeri della celebre sequenza numerica indicata dal celebre autore del Liber Abbaci.

All’interno del progetto, c’è la mostra diffusa fino al 13 gennaio dell’artista Giorgio Piccaia, studioso di questo personaggio la cui figura e sequenza ne sono diventati elemento distintivo e caratterizzante del suo stile, conducendolo alla ricerca del senso dell’essere, della bellezza, della natura e della creazione (si veda altro articolo di BeBeez).

Il Comune di Pisa, come ente organizzatore tramite l’assessorato al turismo in collaborazione con l’Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore, l’Archivio di Stato, le Mura di Pisa, il Museo della Grafica, il Sistema Museale di Ateneo, il Museo degli Strumenti per il Calcolo e ArtInGenio Museum, dal 2019 organizza le “Giornate Fibonacci” dedicate a un tema specifico che è stato influenzato dal celebre matematico. Il tema di quest’anno è quello delle arti visive e, infatti, saranno esposte in città le opere di Piccaia appunto in tre diverse sedi, Palazzo Gambacorti, Palazzo Toscanelli, sede dell’Archivio di Stato e ArtInGenio Museum alle Officine Garibaldi.

Archivio di Stato, Giorgio Piccaia, Fibonacci il paprio blu con diplomatico in lingua araba 1157

Inoltre, rotoli con numeri della sequenza in cerchio e dipinti con vari colori penderanno da facciate e mura storiche della città. Sono in programma anche presentazioni di libri e seminari. Nel 2021 l’attenzione si era concentrata sulla musica.

“Dal 2019 abbiamo dato vita alle iniziative dedicate a Fibonacci”, ha detto l’assessore al turismo, Paolo Pesciatini, “e dal 2020, in occasione degli 850 anni della nascita, abbiamo chiesto e ottenuto la emissione del primo francobollo dedicato alla sua figura. Intorno a queste iniziative ne sono sorte altre, anche grazie al coinvolgimento di tanti soggetti e delle principali istituzioni cittadine”.

Il lavoro dell’artista su Fibonacci parte dal 2018 lavoro, grazie anche al suo incontro, ci ha raccontato, con un monaco greco ortodosso del monastero di Santa Caterina sul Sinai in Egitto.

Le opere esposte a Pisa sono site-specific, pensate e realizzate in funzione dei luoghi che le ospiteranno. Si tratta di 21 rotoli, tutti originali e dipinti uno per uno, che ricordano il 1200 quando la comunicazione avveniva con queste modalità da un convento all’altro, come ho potuto verificare anche qui a Pisa all’Archivio di Stato.

Giorgio Piccaia – Photo Luca Roncalli, 2020

Oltre ai 21 grandi rotoli che riportano la sequenza di Leonardo Pisano e pendenti dalle facciate di alcuni palazzi storici e antiche mura, le mie opere saranno visibili in tre luoghi specifici, atrio di Palazzo Gambacorti, ArtInGenio Museum alle Officine Garibaldi e all’Archivio di Stato.

Fibonacci nacque a Pisa nel 1170 e, dopo numerosi viaggi, tornò a vivere nella città sull’Arno fino alla morte. Attualmente a Pisa è presente una statua all’interno del celebre Camposanto monumentale in piazza del Duomo, mentre uno dei Lungarni porta il suo nome. A lui è dedicato anche un istituto scolastico e un polo universitario.

Clicca qui sopra per vedere il video dell’intervista a Giorgio Piccaia

La Mostra diffusa Piccaia/Fibonacci. Storia di un numero e di un mistero
Leonardo Pisano introdusse i numeri indo-arabici che noi usiamo, e a lui si deve la famosa sequenza. Giorgio Piccaia, artista e libero pensatore, lavora artisticamente da anni su questa sequenza. Le sue opere nascono da uno studio e da una ricerca esoterica.

Nelle facciate di 21 palazzi storici e nelle mura della città saranno esposti i rotoli di Piccaia che ricorderanno l’anniversario, mentre in tre luoghi (Comune, Archivio di Stato e ArtInGenio Museum) saranno in mostra le opere dell’artista. L’idea di un percorso è ben integrata nel tema della sequenza numerica come una chiave per leggere la natura, così come un modo per seguire il cammino dell’artista attraverso un dialogo di memoria tra l’antico e il contemporaneo: i luoghi storici della città si aprono all’arte di oggi che rilegge gli stessi, come nella grande installazione del salone dell’Archivio di Stato dove idealmente la simbologia allude alla piazza dei Miracoli di Pisa. Accompagnati dall’artista lo abbiamo seguito in un’idea borgesiana che ricorda il gioco dei rimandi e delle simbologie mai univoche, con titoli delle opere che cambiano nel tempo e una lettura sfumata della natura.

Il percorso coinvolge in primis le Facciate di palazzi storici e mura di Pisa con Piccaia / Fibonacci / 21 Rotoli, 21 rotoli appunto della dimensione simbolica di cm 377×144 dipinti in acrilico su acetato. Su rotoli i numeri della sequenza sono dipinti con vari colori, molti in cerchio cinque alla volta, a rappresentare il fiore Non ti scordar di me o Myosotis, simbolo del ricordo, della memoria, dell’amore e della speranza.

168. Giorgio Piccaia, Rotolo di Fibonacci nella facciata del Rettorato dell’Università di Pisa

Altro luogo interessato dall’esposizione l’Atrio di Palazzo Gambacorti con Piccaia / Fibonacci / La Sequenza naturale dove fino al 30 novembre scorso è stata esposta un’installazione. Si tratta di fiori disposti a spirale 33 fiori (in PMMA) l’altezza dei gambi che varia da 1 a 144 cm. e al centro la Pietra grezza e la Pietra cubica con il rosario di Fibonacci e otto opere (6 papiri protetti da vetro cm. 48×37 e un dipinto Fibonacci Vortice, 2021, olio su tela, cm 175×198), appesi sulle pareti curve di legno che rappresentano i petali del Myosotis aperti all’uomo. Il dipinto Vortice di Giorgio Piccaia sarà visibile fino al 13 gennaio nell’atrio del Palazzo con tre rotoli nel loggione.

Presso l’Archivio di Stato di Pisa, a palazzo Toscanelli, è di scena Piccaia / Fibonacci. Otto, cinque, zero.  Nella Sala degli Stucchi, nella sala consultazione, nell’androne e sulle scale esposte dieci grandi tele e dodici piccole opere (papiro, acetato e carta giapponese) e una seta dipinta, che hanno come tema la sequenza di Fibonacci giocata pittoricamente, a ricordare la perfezione della Natura nella sezione aurea.

Infine ad ArtInGenio Museum, presso le Officine Garibaldi, Piccaia / Fibonacci. Essere persona, essere natura, una grande tela dal titolo Fibonacci verde (2020, olio su tela, cm 140×220); tre opere dal titolo Fibo si ritrova in PMMA (cm. 45×35) e, nel cortile interno, l’installazione La spirale e lobelisco 0/1, disposti a spirale 12 fiori (in PMMA) su gambi con altezza variabile da 1 a 144 cm. mentre al centro la scultura Lobelisco 0/1 (in PMMA, h cm 124).

Chi è Giorgio Piccaia
Artista e libero pensatore, è nato nel 1955 a Ginevra in Svizzera. Vive e lavora in Piemonte ad Agrate Conturbia. È figlio d’arte,  il padre Matteo è un maestro del ‘900, fin da piccolo frequenta gli ambienti artistici ginevrini prima e milanesi poi. L’incontro con John Cage nello storico concerto del ‘77 al Teatro Lirico di Milano e nel 1978 con Jerzy Grotowski a Wroclaw nel Teatro Laboratorio segnano la sua arte. Lo spoglio del non essenziale, imparato dai due maestri, caratterizza ancora adesso l’arte di Piccaia. Nei primi anni Ottanta frequenta Corrado Levi nella Facoltà di Architettura a Milano, incontro fondamentale che gli ha permesso, dopo il lavoro sul corpo con performance e happening di giungere alla pittura e alle arti visive. Nel 2018 con l’amico monaco Gregory Sinaite del Monastero di Santa Caterina sul Sinai riscopre Leonardo Pisano detto Fibonacci, matematico dell’Alto Medioevo. E da allora è emotivamente e artisticamente coinvolto nella filosofia di Leonardo Pisano. “I numeri della Sequenza e la relativa proporzione divina”, afferma il Maestro Giorgio Piccaia, “mi riportano alla semplicità della natura e alla ri-scoperta della felicità”.

 

a cura di Ilaria Guidantoni
video a cura di Giuseppe Joh Capozzolo


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