Giorgio Piccaia e la grande mostra diffusa a Varese


In ambedue sono!



"Piccaia/Fibonacci. In Ambedue Sono!" è il titolo della grande mostra diffusa a Varese (curata da Melania Rocca) che il maestro Giorgio Piccaia ha presentato in conferenza stampa il 6 giugno  nello Spazio Arte di IFC Unipol Sai e dove l'8 si è svolta una delle quattro inaugurazioni dove fino al 31 luglio nei due piani saranno presenti nove grandi tele ad olio e acrilico, nove piccole e medie opere (acrilico su carta, acetato e papiro), otto sculture in plexiglass, otto piatti in ceramica e cinque piccole formelle. Due delle grandi tele e una scultura sono in vetrina. Il filo che unisce la mostra è la Natura con Iside, dea egizia della fecondità, i Myosotis e i numeri della Sequenza di Fibonacci. 

Nel mio lavoro artistico - dice il Maestro Piccaia -  indago le leggi occulte della Natura e le facoltà latenti nell’uomo usando i numeri indo-arabi di Fibonacci”. 

“La sequenza naturale” è il titolo della seconda mostra che il maestro Giorgio Piccaia ha inaugurato con l'assessore alla Cultura Enzo Laforgia il giorno 11 giugno in Sala Veratti a Varese. Qui trentaquattro opere sono appese alle pareti: una grande su tela e le altre in acrilico su acetato, papiro e plexiglass. Tredici formelle (cm. 14x14) dal titolo Flowers - Myosotis sono sistemate in una bacheca, mentre nell’altra sono in bella vista cinque piatti in ceramica dal titolo Animals (diam, cm 24) che fanno parte della collezione che ha dato vita a una bellissima personale dell'artista nel 2013 al Midec (Museo internazionale del design ceramico) di Cerro di Laveno. Nella tela grande (Cielo e grano, 2022, olio su tela, cm 110x140) la sequenza di Fibonacci è dipinta semplicemente in consecuzione con colori blu, bianchi e gialli. Nelle piccole opere sistemate lungo le pareti il soggetto è il fiore Myosotis. Negli acrilici su acetato (cm. 40x31) i cinque petali dei quattro “Non ti scordar di me” sono grandi, mentre negli acrilici su papiro (cm 48x37) i petali sono i numeri della sequenza e i fiori sono più piccoli. Nell’installazione centrale, su un prato verde, è realizzata una spirale con dei cilindri e delle formelle. I cilindri in plexiglass con altezze legate ai primi numeri della sequenza di Fibonacci sono gambi simbolici dei fiori. Le formelle appoggiate sopra i gambi rappresentano sempre il Myosotis, il famoso Non ti scordar di me, non ti scordar di me Natura, non ti scordar di me Essere umano, non ti scordar di me che sono parte di un progetto divino. 

La terza inaugurazione  al Battistero è avvenuta il giorno 13 alla presenza di Monsignor Luigi Panighetti che ammirando l'opera afferma "Trovo un eco tra gli affreschi medievali del Battistero, tra questi spazi tardo medievali e l'installazione moderna di Piccaia. Una riflessione sulla trascendenza e sul riferimento al mistero che, nell'installazione si affida ai numeri. Non è forse necessario ricordare la simbologia dei numeri biblici, uno dei generi letterari molto presenti nelle Sacre Scritture". L'artista nel  presentare  la sua installazione dal titolo “La Croce e il Rosario dice: " La grande croce è composta da undici tele a olio (cm. 70x85)  realizzate durante la pandemia (2020). I numeri, neri su fondo bianco, dipinti sulle dieci tele sono sedici per tela, come sedici myosotis sono raffigurati nel luminoso quadro centrale. Sedici numero ambivalente, simboleggia le avversità, che possono essere benefiche quando portano ad un cambiamento costruttivo, mentre sono negative quando portano l’individuo alla caduta verso la distruzione. Il numero sedici ha come corrispondente grafico la svastica sanscrita che significa salute. Il Rosario a lato, è creato con corda arancione di nylon simbolo di energia e forza vitale. I nodi seguono la Sequenza di Fibonacci come il giusto ritmo nell’arte della prosodia. La corda avvolge una copia in gesso della testa del Davide di Michelangelo che guarda al bene supportato dall'aiuto divino. La forza, la bellezza e la saggezza che ogni uomo e donna devono perseguire". 

La quarta inaugurazione si svolgerà il 26 giugno alle ore 18.00 a Biumo Inferiore nella Chiesa Madonnina in Prato dove a fare  gli onori di casa sarà don Carlo Garavaglia, parroco e responsabile della Comunità pastorale "Beato Samuele Marzorati". Anche in questa occasione l'artista Piccaia lascerà un segno della sua indubbia maestria. 

In ambedue sono! Dualismo per intraprendere la strada della forza, della bellezza e della saggezza.


Inaugurazione Battistero di Varese

Inaugurazione Sala Veratti

Inaugurazione Spazio Arte UnipolSai piazza Monte Grappa

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