Neospazialismo Numerico a Venezia. Arsenale Nord, Spazio Thetis


Neospazialismo Numerico

Florin Codre | Rosa Mundi | Giorgio Piccaia

a cura di Melania Rocca e Chiara Modica Donà dalle Rose

12 febbraio > 12 marzo 2026

Vernissage 12 febbraio 2026 - h. 17.30 

Venezia, Arsenale Novissimo – Bacini

Spazio Thetis. Padiglione 106



Tre artisti (un rumeno, un'italiana e un'italo-svizzero) si incontrano a Venezia per la seconda volta, dopo la prima mostra del 2025 a Palazzo Donà dalle Rose. 

Il progetto approda oggi all’Arsenale Novissimo di Venezia, nello Spazio Thetis, come riflessione condivisa sul rapporto, misterioso e in continua evoluzione, tra l’essere umano e l’Universo.

Il Neospazialismo Numerico nasce dal dialogo tra linguaggi e materiali differenti: la materia lignea ispirata alla geometria degli alveari nelle opere di Florin Codre; le sfere armillari di Rosa Mundi, liquide e solide, in marmo e vetro, simboli dell’unione tra arte, scienza e alchimia; e la simbologia numerica fondata sulla sequenza di Fibonacci nelle tele di Giorgio Piccaia, in cui il numero diventa struttura cosmica e spirituale.

Le opere dialogano lungo il percorso espositivo del padiglione 106 come frammenti di un unico racconto, invitando lo spettatore a esplorare le connessioni tra materia, pensiero e infinito.


NEOSPAZIALISMO DI FLORIN CODRE
A 80 anni, Florin Codre continua con passione e dedizione a esplorare il mistero della materia. Profondamente legato al legno, crea forme organiche ispirate alla struttura delle api, in un’intersezione perfetta tra natura e matematica. Le sue sculture in legno e bronzo evocano l’architettura naturale, influenzata dalla visione di architetti contemporanei come Frank Gehry e Zaha Hadid. La sua ricerca esprime un amore profondo per la natura, e per i cavalli che sono parte fondamentale della sua vita in Normandia. In mostra una selezione delle sue opere più recenti, che fondono estetica e filosofia, rappresentando il continuo fluire della materia e l’evoluzione del pensiero umano.

NEOSPAZIALISMO DI ROSA MUNDI
Rosa Mundi esplora l’infinito attraverso le sue sfere armillari, realizzate con materiali storici e riciclati come il legno delle botti di vino del Castello di Morsasco e la plastica recuperata dal mare. Le sue opere sono il frutto di un’arte che fonde scultura e pittura, in un continuum di sperimentazione che ha dato vita a un movimento, il "Neospazialismo", fondato nel 1993. Le sue sfere, che richiamano la visione medievale e umanista, sono simbolo di conoscenza e di connessione con il cosmo. Utilizzando marmo, vetro, ferro e plastica, Rosa Mundi trasforma materiali rigidi in forme fluide, evocando il movimento cosmico e la danza tra il micro e il macrocosmo.

NEOSPAZIALISMO NUMERICO DI GIORGIO PICCAIA
Il lavoro di Giorgio Piccaia è un viaggio attraverso la matematica e l’estetica, dove i numeri diventano arte e i ritmi cosmici prendono vita nelle sue opere. Ispirato dalla Sequenza di Fibonacci, Piccaia esplora il legame tra arte, scienza e spiritualità. Le sue opere si sviluppano come una continua espansione di significato e forma, un dialogo infinito tra l’invisibile e il visibile, tra la logica dei numeri e l’emozione della percezione. Il suo approccio libero e multidisciplinare, che spazia dalla pittura alla scultura, fino all’installazione, è un omaggio alla bellezza nascosta nei numeri e nei ritmi naturali.


– link  Florin Codree https://drive.google.com/drive/folders/1i9jbPEPpsWHcMzUhEo1qcFmeytxyDE2d?usp=sharing


– link Rosa Mundi https://drive.google.com/drive/folders/1ZyJ0yIa5iwQtiqo9xyaQNqG8cMNHh3hP?usp=sharing


– link Piccaia https://drive.google.com/drive/folders/1iyTyIp9W0C3nUv_89R8ve_hXCfkwjH2E?usp=sharing

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